|
dove si trovano
Nelle stagioni fredde
le zecche vivono in una forma di letargo tenendosi protette dalle
avversità climatiche sotto la vegetazione o sotto le pietre. Esse si
possono interrare fino ad una profondità di 10 cm. In campagna le zecche
rimangono nascoste nei cespugli e nei fili d’erba fresca o secca, in
attesa del passaggio dell’ospite su cui aggrapparsi. Le zecche tendono a
colonizzare anche nei centri abitati dove in inverno rimangono protette
dalle avversità atmosferiche nelle crepe e nelle fessure dei muri e
delle strade. Nelle stagioni favorevoli per il loro sviluppo, si muovono
lungo i muri, i marciapiedi e le strade, alla ricerca dei cani, dei
gatti e, eventualmente, dell’uomo.
E’ sufficiente che
l’ospite sfiori la zecca che questa, grazie a speciali ventose, si porta
sui suoi peli, sulla cute o, nel caso dell’uomo, sugli abiti. Da questo
momento il parassita inizia la ricerca del sito di cute dove poter
infiggere la testa (rostro).
|
|
quando si sviluppano
Con l’inizio della
bella stagione le zecche abbandonano lo stato di letargo e vanno alla
ricerca di un pasto di sangue, attratte dalla anidride carbonica, dal
calore corporeo e dalle vibrazioni provocate dal movimento degli ospiti.
Per la germinazione delle uova la temperatura ambientale ottimale si
aggira intorno a 15 – 20 gradi C.
pericolosità delle zecche
La zecca, per poter
prelevare il sangue, deve infiggere la propria testa (rostro) nel
sottocute dell’ospite. Con la prima coppia di arti foggiata a mo’ di
forbice, il parassita incide la pelle senza provocare dolore
nell’animale perché nella saliva è presente una sostanza a forte azione
anestetica. Il rostro viene fissato saldamente ai lembi della ferita,
grazie ad una sostanza cementante, sempre presente nella saliva della
zecca.
La zecca trattiene la
parte corpuscolata del sangue e rigurgita la parte liquida. Questo
significa che una zecca, prelevando la parte secca del sangue,
acquisisce una grande quantità di materiale ematico pari a 3 – 4 volte
il proprio peso a digiuno. Nel caso in cui l’animale ospite viene
interessato da un certo numero di zecche, va pericolosamente incontro
ad uno stato di anemia.
Alcuni ospiti, compreso
l’uomo, possono reagire in forma esuberante di fronte al contatto con la
saliva della zecca ed andare incontro ad uno stato allergico, con
esito talvolta letale quando si perviene allo shock anafilattico.
La zecca, sempre
tramite la saliva, può inoculare delle sostanze lesive del sistema
nervoso dell’ospite, provocando così dei fatti di paresi e paralisi.
L’azione neurotossica è facilitata dal fatto che la zecca preferisce
localizzarsi nei siti anatomici che, oltre a essere riccamente
vascolarizzati, sono allo stesso tempo abbondantemente innervati per cui
la lesione nervosa assume una rapida diffusione ascendente.
Nel caso in cui
l’animale ospite sia un portatore di patologie, le zecche, con il
prelievo di sangue, assumono gli agenti di tali malattie, i quali
vengono inoculati ad un altro animale dalla stessa zecca, oppure,
tramite l’ovaio, passano alle nuove generazioni di zecche. In Sardegna,
una delle più frequenti malattie che la zecca del cane trasmette
all’uomo è la Rickettsiosi, malattia che può portare a morte una persona
se la terapia specifica non viene fatta, oppure, se viene praticata
tardivamente.
prevenzione antiparassitaria
Ogni anno i Sindaci
emettono le ordinanze che impongono ai proprietari di terreni
prospicienti le strade pubbliche di effettuare la pulizia dalle
sterpaglie. Tutto ciò si rende necessario, oltre che per prevenire gli
incendi, anche per creare alle zecche un habitat sfavorevole e allo
stesso tempo per facilitare un’eventuale disinfestazione.
La zecca che parassita
il cane predilige particolari aree come gli ammassi di macerie
edili, le cucce, le cataste di legname soprattutto nelle zone
d'ombra. Anche questo tipo di zecca è particolarmente attiva nel
periodo tardo-primaverile ed estivo.
Negli allevamenti
zootecnici è facile trovare dei cani tenuti permanentemente alla catena.
L’area su cui l’animale può muoversi costituisce un vivaio di zecche nei
vari stadi evolutivi (forme adulte, larve e uova). Questo deve essere il
sito obbligato dell’intervento di disinfestazione.
Tutte le aree destinate
ai cani urbani (giardini e canili) costituiscono un potenziale sito di
moltiplicazione e diffusione delle zecche se non ci si attiva a tenere
l’ambiente pulito e se, periodicamente, non si fanno le disinfestazioni.
cura del proprio cane
Con l’inizio della
primavera, quando le condizioni climatiche si stabilizzano su valori
favorevoli al risveglio delle zecche e alla germinazione delle uova, è
bene applicare al cane il collare antizecche il quale, al contatto del
caldo umido della regione del collo dell’animale, libera una sostanza
antiparassitaria.
In commercio esistono
degli antiparassitari che possono essere usati per applicazione spray
oppure mediante una soluzione che viene distribuita lungo la schiena
dell’animale. Tutti questi prodotti tendono a sciogliersi nel grasso dei
peli e della pelle, e si estendono a tutto il corpo dell’animale.
Le zecche tendono a
riprodursi attivamente nelle aree dove sono presenti i cani in quanto
hanno così l’opportunità di avere una alimentazione ottimale. Questi
ambienti sono pertanto dei punti fondamentali dove concentrare l’azione
di disinfestazione. Oltre all’uso di prodotti chimici è consigliabile
l’impiego della fiamma a pressione per meglio agire sui parassiti e
sulle uova annidatisi nelle crepe.
Al rientro dalla
passeggiata con il cane, oppure, al rientro dall’attività venatoria, è
sempre prudente controllare se qualche zecca si è inserita sui peli o
sulla cute del nostro amico fedele. Se l’animale ha il pelo folto, basta
massaggiare su tutto il corpo e, con la sensibilità dei polpastrelli, si
può rilevare la presenza di una formazione solida che potrebbe essere il
corpo di una zecca. E’ sufficiente trovare l’acaro una volta e poi si
diventa "maestri".
come asportarle
Avere a che fare con le
zecche costituisce sempre un fatto a rischio, per cui è prudente
usare guanti e pinzette quando si tratta di manipolare il corpo del
parassita specialmente nelle fasi di asportazione dalla cute.
La zecca può essere
allontanata dal corpo dell’animale ospite con un prodotto acaricida
oppure cospargendo il parassita con etere, olio, benzina o gasolio.
L’acaro, nella fase preagonica o nella fase di asfissia provocata
dall’otturazione dei pori respiratori, retrae il rostro e può essere
facilmente staccato.
Quando dalla cute si
stacca una zecca sazia di sangue si è soliti schiacciarla con la scarpa
o con qualche altro oggetto. Questa operazione comporta una dispersione
nell’ambiente del sangue e degli eventuali agenti infettivi con tutti i
rischi di contagio. Una volta che le zecche sono state asportate dalla
cute dell’ospite, queste vanno distrutte con la fiamma.
Il punto in cui era
infissa la zecca rimane comunque una ferita aperta, già infetta da germi
portati dalla zecca o facilmente infettabile successivamente. E’ sempre
bene effettuare una buona disinfezione.
Quando una persona
viene punta da una zecca deve in ogni caso consultare il medico di
famiglia perché esiste sempre il rischio che il parassita possa aver
trasmesso delle malattie. Se a distanza di una settimana dalla puntura
da parte del parassita compaiono mal di testa, dolori articolari e
febbre, bisogna senza indugio procedere all’esame di laboratorio ed alla
terapia specifica.
per concludere
La maggior parte delle punture di zecca non ha alcuna conseguenza e la
malattia di Lyme è una eventualità abbastanza remota. Perciò non è
consigliabile utilizzare antibiotici a scopo profilattico. Il
trattamento antibiotico è giustificato solamente quando la malattia si
manifesta, ed è in grado di stroncare l'infezione e di evitarne le
complicanze.

|