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Alcuni
dati
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Agente infettivo: Toxoplasma Gondii, parassita intracellulare obbligato; ospiti intermedi:
tutti gli animali a sangue caldo; ospite definitivo: tutti i felidi (che
liberano le oocisti con le feci).
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Stadi infettivi:
sporozoiti (nell'ambiente); tachizoiti (nell'apparato gastroenterico);
bradizoiti (nei tessuti extraenterici, soprattutto nel sistema nervoso
centrale, nei muscoli e negli organi viscerali).
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Tempo di sviluppo delle
oocisti: da uno a cinque giorni in condizioni ambientali adeguate. Non
si diffonde in ambienti con temperature estreme oppure ad altitudini
elevate.
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Trasmissione nel gatto o
nel cane: tramite ingestione di tessuti di animali infetti, di cibo o
acqua contaminati, congenita attraverso la placenta.
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Solo il gatto elimina le
oocisti con le feci.
Sintomi
La toxoplasmosi non è
facilmente diagnosticabile limitandosi agli aspetti clinici, perché
presenta sintomi simili a quelli di altre malattie.
Nel gatto:
è associata quasi sempre a FIV, FeLV, FIP o emobartonellosi. I sintomi
sono: febbre elevata, anoressia, letargia, ascite, ittero, dispnea,
vomito, diarrea, pancreatite, iperestesia muscolare, andatura rigida,
crisi convulsive, atassia, uveite anteriore e posteriore, iridociclite,
cheratite precipitante e distacco della retina, raramente toxoplasmosi
cronica sub-letale.
Nel cane:
è associata quasi sempre a cimurro e grazi infezioni. I sintomi sono
respiratori, neuromuscolari, gastrointestinali, cardiaci, iridociclite,
uveite anteriore, retinite, iperplasia dell'epitelio cicliare, neurite
ottica.
Come ridurre
l'esposizione
Le cisti nei tessuti possono essere distrutte cuocendo accuratamente le
carni a una temperatura interna di 70 gradi per almeno 20-30 minuti.
Congelamento e scongelamento, affumicamento, salagione o salamoia non
distruggono con sicurezza le cisti nella carne. Per prevenire gran parte
delle trasmissioni, si impedisca l'accesso dei gatti da compagnia a
roditori e uccelli, gli si offrano solo carni cotte, cibi per gatti
preparati commercialmente e prodotti caseari pastorizzati. L'accesso
alla spazzatura dovrebbe essere impedito con adatti coperchi ai
recipienti. Le oocisti sono molto resistenti
alle condizioni ambientali e possono essere presenti a milioni in una
sola deiezione, quindi può essere molto estesa la contaminazione del terreno
del giardino, dei vasi di fiori, della sabbia dei giochi dei bambini,
delle cassette dei gatti e le altre aree di suolo sciolto, umido dove i
gatti defecano. In queste condizioni si può ridurre al minimo la
trasmissione delle oocisti alle persone con le misure seguenti:
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evitare
il contatto con il suolo potenzialmente contaminato, o indossare
guanti di gomma durante il contatto, poi lavare le mani
accuratamente e vigorosamente con acqua e sapone;
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coprire la sabbia dei giochi dei bambini, per evitare contaminazioni
da parte dei gatti;
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pulire la cassettina ogni giorno dalle feci o a giorni alterni in modo
da allontanare le oocisti prima che sporulino e divengano infettive;
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disinfettare le cassettine che possono essere state contaminate con
acqua bollente o con calore secco (55 gradi).
N.B. I disinfettanti chimici
non distruggono le oocisti con sicurezza.
Raccomandazioni specifiche per
le donne in gravidanza
Una donna gravida (o che pensa di divenirlo) può
ridurre al minimo l'esposizione al toxoplasma prendendo le misure
seguenti:
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Escludere dalla dieta carni crude o poco cotte e prodotti caseari non
pastorizzati.
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Controllare i gatti domestici per gli anticorpi verso il toxoplasma.
Nel caso di un gatto sano, un test anticorpale positivo indica che
l'animale è molto probabilmente immune e non emtte oocisti e perciò non
sarebbe una fonte di infezione. Un gatto sano e privo di anticorpi è
molto probabilmente suscettibile all'infezione e disperderebbe oocisti
per una o due settimane dopo l'eposizione al toxoplasma. Se possibile.
il gatto dovrebbe essere saggiato prima che la donna diventi gravida.
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La donna stessa dovrebbe essere esaminata per gli anticorpi, prima
della gravidanza. La positività del test indicherebbe un'infezione
precedente, non trasmissibile al feto. La presenza di anticorpi diminuisce la possibilità di trasmissione congenita nel caso la madre fosse
esposta nuovamente al parassita nel corso della gravidanza.
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Proteggere i gatti dall'infezione (o dalla reinfezione) impedendo loro
l'accesso a uccellini, roditori, carni crude e latte non pastorizzato.
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Evitare di toccare la cassettina. Anche se il gatto è positivo per gli
anticorpi, perciò immune, c'è la possibilità di riapertura di oocisti
(benché in misura minore che al tempo dell'infezione primaria. Per
sicurezza, la cassettina dovrebbe essere pulita ogni giorno da un'altra
persona.
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Evitare di toccare gatti randagi, perché pelo e zampe possono essere
contaminate con oocisti, trasmissibili per contatto mano-bocca. Tutti i
gatti in casa siano tenuti lontani da letti, cuscini, coperte e altri
oggetti usati dalla madre.

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